Sono superfelice! Ho trovato il posto più bello dell'ISCTE!
Il suo nome è: "Sala de estudo". Ovverosia, Sala Studio.
Manco a dirlo, questo posto è una grande sala, armata di prese di corrente e modem-carri armato per supportare le richieste di connessione, un botto di gente che fa di tutto, studia, parla, si confronta, gioca su Facebook o gioca senza Facebook, non c'è brusio ma solo molto casino perchè tutti parlano a voce alta, nessuno si lamenta, non ti rubano il computer se lo lasci incustodito mentre vai in bagno (ora che scrivo ce ne saranno una decina senza padrone di fronte)... mancano soltanto gli hostess che ti danno il cartellino all'entrata e Maurizio che fa le sue filippiche sul Café Soliére.
Amo questo postoooooooooo!!!
venerdì 28 ottobre 2011
martedì 25 ottobre 2011
The pursuit of happiness
Ieri mi è sembrato che il mondo mi crollasse sotto i piedi. Non sono a Lisbona da neanche un mese e ciò che sembrava un'esperienza partita col piede giusto si è trasformata in un disastro. Lo stato di ieri era: progetto di dottorato cambiato; dovevo cambiare casa; un alone scuro di insinuazioni e sospetti; un lavoro da trovare; pochi soldi nel portafoglio; il pensiero che venire in Portogallo non è stata una buona idea e che dovevo riciclarmi come lavapiatti in Germania.
Ieri ero proprio distrutto. E oggi anche non andava per niente bene.
Oggi ho parlato con una persona cara. Più di un amico. Si è sorbito mezz'ora di mie grida contro il mondo e contro tutti. M'ha detto, domani va meglio, e ricorda che non sei solo.
Grazie di cuore.
Stavo meglio. Adesso mi ritrovo col progetto di dottorato cambiato; un alone scuro di insinuazioni e sospetti; un lavoro da trovare; pochi soldi nel portafoglio; il pensiero che venire in Portogallo non è stata una buona idea e che dovevo riciclarmi come lavapiatti in Germania. Ma sto meglio. E ho cambiato da casa. Da domenica ricomincia una nuova vita, è come se arrivassi per la prima volta qui.
Non esiste nessun problema che possa privarmi della ricerca della felicità.
E una volta di più, dopo aver toccato il fondo, si ricomincia a salire, un problema alla volta, una soluzione alla volta, un sorriso alla volta.
Ieri ero proprio distrutto. E oggi anche non andava per niente bene.
Oggi ho parlato con una persona cara. Più di un amico. Si è sorbito mezz'ora di mie grida contro il mondo e contro tutti. M'ha detto, domani va meglio, e ricorda che non sei solo.
Grazie di cuore.
Stavo meglio. Adesso mi ritrovo col progetto di dottorato cambiato; un alone scuro di insinuazioni e sospetti; un lavoro da trovare; pochi soldi nel portafoglio; il pensiero che venire in Portogallo non è stata una buona idea e che dovevo riciclarmi come lavapiatti in Germania. Ma sto meglio. E ho cambiato da casa. Da domenica ricomincia una nuova vita, è come se arrivassi per la prima volta qui.
Non esiste nessun problema che possa privarmi della ricerca della felicità.
E una volta di più, dopo aver toccato il fondo, si ricomincia a salire, un problema alla volta, una soluzione alla volta, un sorriso alla volta.
sabato 15 ottobre 2011
San Giovanni, Roma.
Sto per uscire per andare a Marquês de Pombal per vedere come va la manifestazione organizzata qui a Lisbona. Ma sto anche seguendo la diretta da Roma, da Piazza San Giovanni. Bene, si vede solo un'enorme porcheria. E' raro che esprima un così grosso dissenso nei confronti dei manifestanti, ma nei confronti di quella minoranza infima che sta rovinando una manifestazione così promettente non si possono esprimere né rispetto né scusanti. Avete rovinato tutto. Siete i migliori alleati dei vari reazionari che guidano questo paese e dei peggiori fascisti nascosti nelle frange della polizia. Perderete la battaglia, e perderete la guerra. Merde.
Il flusso degli eventi (politici non solo portoghesi).
Oggi sabato 15 Ottobre è uno di quei giorni grossi del mondo in cui flussi continui di informazioni e stimoli non si fermano e riempono i pensieri, la giornata od occupano tutte le energie di una persona. Detto questo, in realtà non sono particolarmente occupato, devo dire che mi sono svegliato verso le 11 e mezza, ho dormito 6 ore lunghe comode comode, la testa non gira come la rotonda del Marquês (bellissima espressione portoghese di recente conoscenza) ed ora sono qui a scrivere beato qualche riga sul blog.
In verità, in verità vi dico, che secondo me questa è una di quelle giornate che verranno ricordate a lungo. Why? Oggi scendono in piazza milioni di giovani in tutto il mondo. E per caso sono circa 48 ore in cui il tema politico domina una parte non indifferente delle mie conversazioni.
Nell'ordine, un incontro con i miei colleghi di dottorato che doveva essere una semplice reuniãozinha si è trasformato in un piccolo scambio di opinioni sulla crisi e su come essa incide nei vari paesi; l'impressione che ho avuto è che alcuni portoghesi pensano che la crisi è più forte in Portogallo che in altre parti per tutta una serie di ragioni e che addirittura sia il Portogallo in pole position per fallimenti e cose simili, anche se in realtà ammetto che il tutto tendeva un po' a trasformarsi in una gara al ribasso a chi piangeva più miseria.
In secundis, ieri sera ho a lungo parlato di Dio e del Mondo (ameno detto tedesco) con il caro amico Miguel Guimarães come già era successo un paio di anni fa; nomeadamente, il tema era ancora la crisi, ma stavolta declinato rispetto alle generazioni più giovani e sull'attitudine loro rispetto al mondo, sui calciatori che scioperano e sui ricchi che moriranno di voracità a causa del voler essere sempre più ricchi e sui poveri che moriranno di inedia perchè non potranno che essere sempre più poveri e senza diritti.
Infine, il tema politico oggi si insinuerà nei serpentoni di persone che marceranno dalle 15 dalla rotonda del Marchese per arrivare dove là nessuno è mai giunto prima. Un paio di considerazioni.
Normalmente non condivido il 100% delle piattaforme politiche di queste manifestazioni "dal basso", perchè proprio lo spirito di avventura ed il ribollire del sangue nelle vene acceca in parte la prospettiva politica razionale delle persone. Diciamo che nel caso specifico non posso che condividere le idee base e gli slogan lanciati per la manifestazione - per una democrazia partecipata, per decisioni politiche trasparenti, per il diritto ad un lavoro dignitoso, ai diritti, alla cultura, alla salute e ad una casa, contro la privatizzazione forsennata delle risorse naturali e dei settori strategici.
E tuttavia, la cosa che mi lascia perplesso è l'obiettivo pratico che si può ricavare da questi onorevoli propositi. In un battito di ciglia di pessimismo, penso che per ottenere i punti messi all'ordine del giorno sarebbe necessario un cambio di prospettiva istituzionale che non può che avere una radice violenta. In altri termini, una rivoluzione. Che francamente non rientra nel mio bagaglio di prospettive politiche accettabili. Ma è più che giusto ed onorevole combattere per i propri desideri, per il proprio futuro anche e soprattutto quando non è così scontato come sembra. Io a questa manifestazione ci sarò, almeno per vedere le faccie delle persone che lì saranno. E perchè in fondo anch'io credo che diritti sia la parole del XXI secolo.
In verità, in verità vi dico, che secondo me questa è una di quelle giornate che verranno ricordate a lungo. Why? Oggi scendono in piazza milioni di giovani in tutto il mondo. E per caso sono circa 48 ore in cui il tema politico domina una parte non indifferente delle mie conversazioni.
Nell'ordine, un incontro con i miei colleghi di dottorato che doveva essere una semplice reuniãozinha si è trasformato in un piccolo scambio di opinioni sulla crisi e su come essa incide nei vari paesi; l'impressione che ho avuto è che alcuni portoghesi pensano che la crisi è più forte in Portogallo che in altre parti per tutta una serie di ragioni e che addirittura sia il Portogallo in pole position per fallimenti e cose simili, anche se in realtà ammetto che il tutto tendeva un po' a trasformarsi in una gara al ribasso a chi piangeva più miseria.
In secundis, ieri sera ho a lungo parlato di Dio e del Mondo (ameno detto tedesco) con il caro amico Miguel Guimarães come già era successo un paio di anni fa; nomeadamente, il tema era ancora la crisi, ma stavolta declinato rispetto alle generazioni più giovani e sull'attitudine loro rispetto al mondo, sui calciatori che scioperano e sui ricchi che moriranno di voracità a causa del voler essere sempre più ricchi e sui poveri che moriranno di inedia perchè non potranno che essere sempre più poveri e senza diritti.
Infine, il tema politico oggi si insinuerà nei serpentoni di persone che marceranno dalle 15 dalla rotonda del Marchese per arrivare dove là nessuno è mai giunto prima. Un paio di considerazioni.
Normalmente non condivido il 100% delle piattaforme politiche di queste manifestazioni "dal basso", perchè proprio lo spirito di avventura ed il ribollire del sangue nelle vene acceca in parte la prospettiva politica razionale delle persone. Diciamo che nel caso specifico non posso che condividere le idee base e gli slogan lanciati per la manifestazione - per una democrazia partecipata, per decisioni politiche trasparenti, per il diritto ad un lavoro dignitoso, ai diritti, alla cultura, alla salute e ad una casa, contro la privatizzazione forsennata delle risorse naturali e dei settori strategici.
E tuttavia, la cosa che mi lascia perplesso è l'obiettivo pratico che si può ricavare da questi onorevoli propositi. In un battito di ciglia di pessimismo, penso che per ottenere i punti messi all'ordine del giorno sarebbe necessario un cambio di prospettiva istituzionale che non può che avere una radice violenta. In altri termini, una rivoluzione. Che francamente non rientra nel mio bagaglio di prospettive politiche accettabili. Ma è più che giusto ed onorevole combattere per i propri desideri, per il proprio futuro anche e soprattutto quando non è così scontato come sembra. Io a questa manifestazione ci sarò, almeno per vedere le faccie delle persone che lì saranno. E perchè in fondo anch'io credo che diritti sia la parole del XXI secolo.
mercoledì 12 ottobre 2011
10 giorni in Portogallo e...
Burocrazia domata. Sono riuscito, in 10 giorni, a formalizzare l'iscrizione in università, reiscrivermi al registro dei cittadini europei residenti in Portogallo dopo essere andato in una stazione di polizia a denunciare la perdita fittizia dell'iscrizione precedente che comunque era scaduta (una giornata per il primo tentativo di iscrizione più la permanenza presso la stazione più un'ulteriore mezza giornata e 25€ per l'iscrizione definitiva), rinnovare l'abbonamento ai mezzi pubblici (pochi minuti ma 33,5€ di abbonamento mensile), aprire un conto presso la Caixa Geral de Depositos (gratis, mezza giornata), iscrivermi al Servizio Sanitario Portoghese (reiscrizione, mezza giornata, gratis), iscrizione all'albo portoghese della finanza, in altri termini produzione di un codice fiscale (mezza giornata, meno di dieci euro), richiesta di un esame (mezza giornata, 2,5€). Per l'incastro di orari e banalità del genere ho impiegato praticamente una settimana per fare tutto questo. Tempi un po' fuori mano. Vabbè, mi godo il risultato che è meglio...
martedì 11 ottobre 2011
Partendo da Charlton Heston e DeMille vedi dove si arriva...
Essenzialmente il dio che elesse gli ebrei é crudele e assassino perché senza paura di uccidere e sterminare uomini a sua discrezione ma in maniera subdola, mettendoli uno contro l'altro, senza speranza di salvazione in quanto non eletti e senza neppure sporcarsi le mani direttamente, oppure raramente, e gridando Giubilate, perché io sono quasi omnipotente. E cosí a seguire il dio dei cristiani, e poi il dio dei musulmani. Tempi migliori quando gli dei camminavano sulla terra, e massima aspirazione erano il vino ed il sesso, seppure la crudeltá della loro immortalitá giá si intravedesse. La crudeltá e l'odio imperituro vengono dall'immortalitá e perfezione, perché non pongono freno alcuno alle azioni. La bontá ed il rispetto appartengono all'uomo in quanto caduco. La perfezione é, di fatto, la perfettibilitá.
domenica 9 ottobre 2011
Uno in più. Un blog in più perchè gli altri non bastavano.
Uno in più. Un blog in più, un blogger in più, un diario di bordo in più. Perchè gli altri non bastavano, perchè gli altri sono oltremodo sufficienti. Uno in più è palindromico, è la scocciatura di avere un altro elemento informativo che gira nel mondo 2.0 come la curiosità di vedere che cosa c'è di nuovo. Cercando di non essere banali senza pretendere di essere speciali. Elementi di vita vissuta in dolby e con l'opzione multilingue attivata.
Magari ne esce qualcosa di buono.
DISCLAIMER
Dall'esperienza di "A vida dum homem desesperado" torna Tazza. Per sollazzarvi coi suoi pensieri contorti e la sua scrittura prolissa e ridondante. Mettiamola così, cerco di stringere un po' sulla lunghezza dei post. Senza togliermi niente però, bada.
Magari ne esce qualcosa di buono.
DISCLAIMER
Dall'esperienza di "A vida dum homem desesperado" torna Tazza. Per sollazzarvi coi suoi pensieri contorti e la sua scrittura prolissa e ridondante. Mettiamola così, cerco di stringere un po' sulla lunghezza dei post. Senza togliermi niente però, bada.
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