sabato 15 ottobre 2011

Il flusso degli eventi (politici non solo portoghesi).

Oggi sabato 15 Ottobre è uno di quei giorni grossi del mondo in cui flussi continui di informazioni e stimoli non si fermano e riempono i pensieri, la giornata od occupano tutte le energie di una persona. Detto questo, in realtà non sono particolarmente occupato, devo dire che mi sono svegliato verso le 11 e mezza, ho dormito 6 ore lunghe comode comode, la testa non gira come la rotonda del Marquês (bellissima espressione portoghese di recente conoscenza) ed ora sono qui a scrivere beato qualche riga sul blog.
In verità, in verità vi dico, che secondo me questa è una di quelle giornate che verranno ricordate a lungo. Why? Oggi scendono in piazza milioni di giovani in tutto il mondo. E per caso sono circa 48 ore in cui il tema politico domina una parte non indifferente delle mie conversazioni.
Nell'ordine, un incontro con i miei colleghi di dottorato che doveva essere una semplice reuniãozinha si è trasformato in un piccolo scambio di opinioni sulla crisi e su come essa incide nei vari paesi; l'impressione che ho avuto è che alcuni portoghesi pensano che la crisi è più forte in Portogallo che in altre parti per tutta una serie di ragioni e che addirittura sia il Portogallo in pole position per fallimenti e cose simili, anche se in realtà ammetto che il tutto tendeva un po' a trasformarsi in una gara al ribasso a chi piangeva più miseria.
In secundis, ieri sera ho a lungo parlato di Dio e del Mondo (ameno detto tedesco) con il caro amico Miguel Guimarães come già era successo un paio di anni fa; nomeadamente, il tema era ancora la crisi, ma stavolta declinato rispetto alle generazioni più giovani e sull'attitudine loro rispetto al mondo, sui calciatori che scioperano e sui ricchi che moriranno di voracità a causa del voler essere sempre più ricchi e sui poveri che moriranno di inedia perchè non potranno che essere sempre più poveri e senza diritti.
Infine, il tema politico oggi si insinuerà nei serpentoni di persone che marceranno dalle 15 dalla rotonda del Marchese per arrivare dove là nessuno è mai giunto prima. Un paio di considerazioni.
Normalmente non condivido il 100% delle piattaforme politiche di queste manifestazioni "dal basso", perchè proprio lo spirito di avventura ed il ribollire del sangue nelle vene acceca in parte la prospettiva politica razionale delle persone. Diciamo che nel caso specifico non posso che condividere le idee base e gli slogan lanciati per la manifestazione - per una democrazia partecipata, per decisioni politiche trasparenti, per il diritto ad un lavoro dignitoso, ai diritti, alla cultura, alla salute e ad una casa, contro la privatizzazione forsennata delle risorse naturali e dei settori strategici.
E tuttavia, la cosa che mi lascia perplesso è l'obiettivo pratico che si può ricavare da questi onorevoli propositi. In un battito di ciglia di pessimismo, penso che per ottenere i punti messi all'ordine del giorno sarebbe necessario un cambio di prospettiva istituzionale che non può che avere una radice violenta. In altri termini, una rivoluzione. Che francamente non rientra nel mio bagaglio di prospettive politiche accettabili. Ma è più che giusto ed onorevole combattere per i propri desideri, per il proprio futuro anche e soprattutto quando non è così scontato come sembra. Io a questa manifestazione ci sarò, almeno per vedere le faccie delle persone che lì saranno. E perchè in fondo anch'io credo che diritti sia la parole del XXI secolo.

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