martedì 25 ottobre 2011

The pursuit of happiness

Ieri mi è sembrato che il mondo mi crollasse sotto i piedi. Non sono a Lisbona da neanche un mese e ciò che sembrava un'esperienza partita col piede giusto si è trasformata in un disastro. Lo stato di ieri era: progetto di dottorato cambiato; dovevo cambiare casa; un alone scuro di insinuazioni e sospetti; un lavoro da trovare; pochi soldi nel portafoglio; il pensiero che venire in Portogallo non è stata una buona idea e che dovevo riciclarmi come lavapiatti in Germania.

Ieri ero proprio distrutto. E oggi anche non andava per niente bene.

Oggi ho parlato con una persona cara. Più di un amico. Si è sorbito mezz'ora di mie grida contro il mondo e contro tutti. M'ha detto, domani va meglio, e ricorda che non sei solo.

Grazie di cuore.

Stavo meglio. Adesso mi ritrovo col progetto di dottorato cambiato; un alone scuro di insinuazioni e sospetti; un lavoro da trovare; pochi soldi nel portafoglio; il pensiero che venire in Portogallo non è stata una buona idea e che dovevo riciclarmi come lavapiatti in Germania. Ma sto meglio. E ho cambiato da casa. Da domenica ricomincia una nuova vita, è come se arrivassi per la prima volta qui.

Non esiste nessun problema che possa privarmi della ricerca della felicità.

E una volta di più, dopo aver toccato il fondo, si ricomincia a salire, un problema alla volta, una soluzione alla volta, un sorriso alla volta.

1 commento:

  1. tranquillo tazza, piano piano si risolve tutto! e poi come lavapiatti sembri proprio scarso!!! ;)

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